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Arrivederci Zenerù: migliaia ad Ardesio per cacciare l’inverno

Falò del Zenerù di Ardesio, foto di Mattia Zanoletti

Arrivederci Zenerù. Un chiassoso infinito corteo con migliaia di persone da tutta l’Alta Valle Seriana e dall’intera Lombardia (e non solo) ha scortato ieri sera (31 gennaio 2026) il carro del Zenerù verso il suo destino: il rogo. Dal Ponte Rino, dove era stato accompagnato al mattino, attraverso le affollate vie del centro storico, Zenerù ha raggiunto l’ampio piazzale vicino all’edificio del futuro polo culturale di Ardesio. Davanti al corteo c’erano i Krampus “Zimbar Taifel” dalla Vallarsa, guardiani dell’oscurità che hanno portato nel rito ardesiano della “Scasada del Zenerù” la loro tradizione, le loro maschere a tratti grottesche e demoniache, e il loro rituale. 

Nell’ampio piazzale dove domenica scorsa i bimbi hanno bruciato il loro Zenerù baby, in tantissimi attendevano l’arrivo del fantoccio e del bellissimo carro realizzato anche quest’anno dai Costruttori del Zenerù seguendo le indicazioni di Flaminio Beretta. Come da tradizione Zenerù non è riuscito a fuggire, così le fiamme hanno avvolto il fantoccio, mentre il suono caotico di migliaia di campanacci accompagnava la fine di Gennaio per lasciare spazio al risveglio della Natura. Arrivederci Zenerù!

“È stata una serata bellissima – ha commentato la presidente della Pro Loco Ardesio Cristiana Verzeroli – tantissima gente è giunta ad Ardesio per scoprire la nostra tradizione e come sempre si è creata un’atmosfera unica, magica. Eravamo pronti ad un’ampia affluenza ma mai avremmo pensato un così grande desiderio di partecipare al nostro Zenerù. Certamente ha aiutato il bel tempo e il fatto che il 31 gennaio quest’anno fosse di sabato. Ringraziamo i ragazzi della Pro Loco, tutti i volontari, dai costruttori alla logistica e la cucina, l’amministrazione, e poi tutti coloro che ci hanno aiutato”. Grande apprezzamento anche per il gruppo ospite di quest’anno. “I Krampus sono piaciuti tantissimo, anche ai bambini, inizialmente spaventati e poi incuriositi. Hanno partecipato attivamente al nostro rito, scacciando con noi l’inverno attorno al rogo del Zenerù”.

Il tema di quest’anno, scelto da Flaminio Beretta e interpretato dai Costruttori, era legato alla “Sei giorni di Enduro 2025” svoltasi nelle valli bergamasche la scorsa estate, con un omaggio anche al campione ardesiano Arnaldo Nicoli. Il carro rappresentava quindi il fantoccio di Zenerù in sella ad una moto con diversi dettagli tipicamente ardesiani. 

La giornata ha preso il via con l’arrivo del carro e dei costruttori alla chiesetta di Sant’Antonio da Padova a Zaffalino dove ad attenderli c’era Flaminio Beretta con il campione di enduro, tanti bambini e ardesiani. Dopo le prime foto con il fantoccio e i costruttori e una colazione condivisa, il carro ha ripreso il suo viaggio verso la piazza Monte Grappa dove alle 10.30, in sala consiliare, era in programma la presentazione del gruppo ospite: i Krampus “Zimbar Taifel” della Vallarsa. Piena la sala consiliare. Presenti alcuni ragazzi delle medie, autori del Giornalino del Zenerù, tanti ardesiani e gente anche giunta appositamente per l’iniziativa. Presenti anche le maschere di Tricarico, ormai gemellate con Ardesio. L’incontro del 31 gennaio è un momento apprezzato da grandi e piccini che ogni anno consente di approfondire alcuni aspetti della tradizione ardesiana e di scoprire nuove tradizioni simili al Zenerù. Da non perdere la mostra fotografica “Europa Arcaica. Il volto dei suoi riti” di Manuel Schiavi, allestita nella Corte del Bereta in via Filiberto (visitabile anche sabato 7 e domenica 8 febbraio in occasione della Fiera delle Capre): una mostra dedicata ai riti r alle tradizioni popolari del continente europeo, un viaggio tra maschere, rituali, usanze e tradizioni.