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Le croci del Gioedé de la mèsa

Le croci bianche nelle vie del centro storico

Come da tradizione, questa mattina, davanti all’uscio e ai cancelli dei single ardesiani sono ricomparse le croci bianche, meglio note come le “Croci di Mezza Quaresima”. Una tradizione molto radicata, quella del “Gioedé dè la mèsa (ovvero Giovedì di Mezza Quaresima), che si tramanda da tempo nel piccolo paese nel cuore delle Orobie, interrotta solo nel 2020 durante la pandemia.

La Tradizione

Ogni anno, ignoti del paese, nella notte tra il mercoledì e il giovedì di mezza Quaresima, si aggirano per le vie del paese e si soffermano davanti alle abitazioni di celibi e nubili per dipingere in strada, davanti all’uscio o al cancello, una croce bianca. Un tempo le croci erano anche di colori distinti: rosa per le donne e azzurre per gli uomini. 

Con il D.P.C. Crus del 2021(che ironizzava con i ripetuti DPCM del periodo) gli autori delle croci hanno introdotto alcune nuove regole, in vigore da quest’anno.

Se fino al 2021 la croce spettava alle donne che a 27 anni erano ancora nubili e agli uomini che a 30 erano ancora celibi, dal 2022 la croce spetta a tutti i non sposati, uomini e donne indistintamente, al compimento dei 30 anni, anche conviventi e coppie in procinto di sposarsi. Ma c’è un’eccezione: “Solo 5 bambini vi posson salvare dalla croce micidiale” avevano precisato lo scorso anno, gli ignoti autori, nel manifesto lasciato sul muro vicino al negozio della fruttivendola del paese, la Cechi, all’anagrafe Adriana Valli.

Come ogni anno le croci sono comparse numerose, singole, doppie, piccole e anche lunghissime come quella della Cechi, che attraversa la piazza davanti al negozio. In passato proprio alla storica commerciante del paese, che si è sempre definita orgogliosa della sua croce e della sua scelta, gli autori delle croci avevano lasciato anche delle dediche e omaggi.

La croce fuori dall’Infermeria Filisetti